«È arrivato l’arrotino» gridava, in bicicletta, il «signor Scintilla» al gruppo di turisti arrivati a Treviso. Un momento di leggerezza in una giornata dedicata ai vecchi mestieri della città, chiusi in un cassetto di memoria e tutti da scoprire. Allora non sorprende che i fratelli Francesco e Marco Spessotto, che in via San Francesco stanno al bancone di una delle botteghe storiche più specializzate della città (e non solo) in lame e simili, si trasformino in guide turistiche sui generis, fra racconto e laboratorio. «Siamo un piccolo museo, sopra gli espositori della merce abbiamo raccolto alcuni strumenti d’epoca, pezzi di storia – racconta –. E così il portale Veneto Segreto ci ha inseriti nel percorso degli itinerari sui mestieri d’altri tempi». Così, hanno iniziato ad accogliere turisti nella loro Coltelleria Scintilla e mostrare loro i percorsi della Treviso artigiana e creativa: la settimana scorsa una quarantina di italiani, al prossimo giro turisti dall’Austria che vogliono vedere cosa c’era prima, in un tour «esperienziale». Una città autentica e «manuale» che alcuni cittadini d’oggi non hanno mai visto, di cui forse hanno solo sentito parlare, quando le vetrine di lusso non c’erano ancora ma sotto i portici si scorgevano solo lunghe file di botteghe.