Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte delinea lo scenario dei mercati per i prossimi mesi sia dal versante dei tassi con le decisioni di Fed e Bce sia con l’analisi di eventuali settori sopravalutati senza dimenticare l’influenza delle variabili geopolitiche sulla dinamica dei listini.

Quali sono le variabili che potrebbero influenzare le prossime mosse di politica monetaria di Fed e Bce?

Sul fronte Bce, il percorso di tagli dei tassi avviato nel 2024 potrebbe di fatto considerarsi concluso, salvo un eventuale ulteriore ritocco al ribasso di 25/50 pb, soprattutto se il dollaro dovesse superare la soglia di 1,20 vs Eur. Il rafforzamento dell’euro potrebbe infatti penalizzare le esportazioni in misura anche maggiore rispetto ai dazi. Sul fronte Fed, lo scenario è di almeno 5-6 tagli da 25pb l’uno entro un anno, in virtù dell’indebolimento del mercato del lavoro Usa e di una maggiore presenza nel board Fed di figure di nomina trumpiana.

Nonostante le tensioni geopolitiche, i mercati sono ovunque saliti e alcuni listini hanno toccato i massimi. Siamo di fronte a sacche di sopravvalutazione?

I mercati hanno beneficiato di una serie di fattori, tra cui l’aumento delle attese di un taglio dei tassi Fed, date le indicazioni di rallentamento del mercato del lavoro. Per il comparto tecnologico è stato decisivo l’ammorbidimento delle relazioni commerciali tra Usa e Cina, dopo l’iniziale escalation che aveva portato alla minaccia di aliquote ben oltre il 100%. I timori di sopravvalutazione restano, in considerazione del fatto che la Cina sta accelerando sullo sviluppo di chip domestici e, in generale, il comparto tecnologico potrebbe essere soggetto a prese di profitto, ma il trend rimane positivo per l’impatto crescente dell’AI.