La tensione Russia-Nato preoccupa il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, che ieri, a margine della conferenza sulla crociera del veliero Amerigo Vespucci, bandiera della nostra Marina, ha rilevato come le nostre forze armate non siano ancora in grado di affrontare un attacco straniero: «Non siamo pronti né ad un attacco russo né a un attacco di un’altra nazione. Lo dico da tempo. La gente non vuol sentire parlare di necessità di difesa, ma il mio compito è mettere questo Paese in condizioni di difendersi se qualche pazzo decidesse di attaccarci. Non dico Putin, dico un pazzo qualunque. Adesso non lo siamo perché non abbiamo più investito in difesa negli ultimi 20 anni. Quindi 20 anni non si recuperano in un anno, in due anni, tanto più con i ritmi di produzione che ci sono adesso».

Infatti, anche se le spese militari italiane hanno ripreso a crescere, dai 32 miliardi di euro del 2024 ai 35 miliardi del 2025, ci vuole tempo per invertire la tendenza che spingeva le nazioni occidentali a prepararsi solo a missioni di polizia internazionale o antiterrorismo, in operazioni a bassa intensità, tipo antiguerriglia, commettendo l’errore di pensare che non fossero più possibili grandi conflitti tra potenze in stile guerre mondiali.