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Gravina sul rigore tolto: "Errore grave". Stop per Marcenaro e Fabbri

C'è un faro che sta illuminando l'attraversamento del deserto da parte dell'ultimo Milan. Ed è quello acceso dal talento immenso geometrico e fisico di Luka Modric, 40 anni e non sentirli, capace non solo di illuminare gioco ma anche di concludere (come già fece contro la Cremonese, paratona di Audero) e di fissare il primo successo domestico di Max Allegri. "Luka è un campione che capisce un minuto prima dove finisce il pallone" spiega il tecnico in modo talmente didascalico da renderlo usufruibile anche a chi di calcio sa poco, tipo gli autori di commenti ironici sulla sua età spariti dalla circolazione nelle ultime ore. Al pari di coloro che, avendo scarsa conoscenza della materia, classificano l'1 a 0 sul Bologna di corto muso invece di soffermarsi sui tiri subiti dalla difesa rossonera (zero) e sull'unico rischio corso (primo tempo da una rimessa laterale sbavata). Se c'è questa luce abbagliante, non si possono dimenticare i guai finiti sulle spalle del Milan per via degli infortuni di Maignan e Pavlovic (escluse lesioni). Per il portiere si tratta dell'ennesima lesione al polpaccio destro (avvenuta durante un skit in partita, non per una parata o un rilancio): procurerà una sosta prolungata e ci sarà spazio non solo per Terracciano entrato già con grande serenità ma anche per la giovane promessa (a Milanello lo chiamano il nuovo Donnarumma) del vivaio rossonero Torriani. Da oggi sarà richiamato da Milan futuro per diventare il vice in panchina e magari debuttare in coppa Italia contro il Lecce quale battesimo del fuoco. Da ricordare che in estate è arrivata una richiesta dalla Francia (Fonseca l'ispiratore) a cui il Milan ha detto no, per fortuna.