Santiago de Compostela è la meta di pellegrinaggio più famosa del mondo cattolico e ogni anno centinaia di migliaia di persone si riversano in Spagna per raggiungere la splendida cattedrale di San Giacomo di Compostela in Galizia, meta finale del Cammino. La gestione di questa marea umana sembra però giunta a un punto di non ritorno, con i residenti di Santiago sempre più esasperati dal gran numero di turisti, che oltre che essere tanti, troppi, spesso si comportano in modo maleducato o comunque poco attento a preservare la bellezza e l'autenticità del luogo in cui si trovano, e più interessati a scattare foto e a mettere una crocetta sull’ennesima tappa, che all'aspetto spirituale o quantomeno introspettivo del percorso.

L’escalation dei prezzi delle case

La situazione sta portando i residenti ad abbandonare alla città, ormai sempre più invivibile non solo a causa dei turisti ma dei costi inavvicinabili degli affitti a lungo termine, schizzati inevitabilmente alle stelle.

Per mettere un freno all'invasività estrema dei visitatori, un'associazione di quartiere di Santiago de Compostela ha approvato una guida alle buone maniere, traducendola in diverse lingue e affiggendola in ogni angolo della città spagnola nord-occidentale. Distribuito in modo capillare negli ostelli che spuntano come funghi, il vademecum raccomanda cose apparentemente ovvie come non fare rumore, rispettare il codice della strada e utilizzare protezioni di plastica sui bastoncini da trekking per evitare di danneggiare le strade acciottolate. Ma i risultati faticano a vedersi e i turisti continuano a invadere le strade cantando inni a squarciagola, vanno in bici contromano e piantano le punte dei pali di metallo con noncuranza contro il terreno. A testimoniare la mancanza di decoro ci pensano ovviamente i social, inutilmente pieni di foto di denuncia.