Prodi ci aveva creduto, dopo essere stato bocciato in Parlamento per un solo voto: bene, anzi male, ma adesso andiamo alle elezioni anticipate. Fu Massimo D’Alema a spiegargli che no, non si poteva lasciare il Paese allo sbando. Si sarebbe sacrificato lui, fare il premier è un duro lavoro ma qualcuno deve pur farlo. Lui che pure lo aveva cercato, il papa straniero, pregando il Professore di guidarli alle elezioni del 1996.