Sono minuscoli, invisibili a occhio nudo, ma le loro lotte ricordano quelle di gladiatori. Gli acari bulbosi Rhizoglyphus echinopus, piccoli aracnidi che vivono nel terreno e tra i bulbi delle piante, hanno sviluppato una strategia estrema per conquistare una femmina: eliminare i rivali mangiandoseli. Cannibalismo selettivo, con una sola eccezione.
Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Flinders University e pubblicato sulla rivista Evolution ha dimostrato che i maschi combattenti non esitano a colpire i loro simili pur di monopolizzare l’accoppiamento, ma con una regola sorprendente: risparmiano i fratelli. La violenza, dunque, non è cieca, ma guidata da una logica genetica.
Le diverse strategie d’accoppiamento
All’interno della specie, infatti, esistono due tipologie di maschi. I primi sono i “lottatori”, dotati di un terzo paio di zampe trasformato in arma, capace di infliggere colpi letali. I secondi sono i “furtivi”, più piccoli e privi di strumenti offensivi, che cercano di approfittare di un momento di distrazione per accoppiarsi di nascosto con le femmine. Solo i lottatori hanno la capacità di uccidere i rivali, eppure il grado di parentela modifica radicalmente l’esito degli scontri: contro maschi non imparentati la probabilità di un attacco mortale cresce, mentre i fratelli vengono risparmiati, anche quando una femmina è presente.






