BELLUNO - «Nei momenti importanti della nostra comunità, nei momenti di maggior difficoltà che il nostro territorio ha attraversato, gli Alpini c'erano. Con il loro passo silenzioso ma deciso, con le mani pronte ad aiutare e con il cuore rivolto alla collettività». È cominciata con queste parole, sabato sera al Teatro comunale, la cerimonia di consegna del sigillo della città di Belluno all'Associazione Nazionale Alpini. «Perché Belluno è una città alpina, qui batte il cuore delle penne nere» ha detto il sindaco Oscar De Pellegrin, visibilmente commosso. E commosso era pure il presidente nazionale degli Alpini, Sebastiano Favero.
Del resto, il legame tra Belluno e le penne nere è un binomio inscindibile che dura da più di un secolo e che prende le mosse dalla costituzione dell'omonimo Battaglione sorto nel 1910 e inglobato negli organici in quel 7° Reggimento che aveva visto la luce nel 1887 a Conegliano. Il binomio è continuato con un profondo legame carico di riconoscenza da parte della città nei confronti dello stesso 7° Reggimento, al quale andò nel 2011 la cittadinanza onoraria, e della disciolta Brigata Alpina "Cadore", alla quale fu conferita la medesima onorificenza nel 1983. Questa ultrasecolare storia comune di Belluno e dei suoi Alpini non conosce sosta e in questo fine settimana si è arricchita di un altro prestigioso riconoscimento che la città ha voluto attribuire alle penne nere, ovvero il sigillo della città di San Martino, ieri principale protagonista di due momenti celebrativi di intenso significato che hanno riempito la giornata in piazza dei Martiri e nel teatro Dino Buzzati e che hanno avuto come beneficiaria l'associazione nazionale Alpini della quale la Sezione locale fa parte dal 1921. È stato anche un motivo di orgoglio per la stessa Sezione che è profondamente legata al territorio di competenza: «Siamo onorati di aver partecipato all'organizzazione dell'evento assieme all'amministrazione comunale del capoluogo», ha sostenuto in più momenti della giornata il presidente sezionale Lino De Pra, «e da oggi ci sentiamo ancora più legati alle nostre comunità al fianco delle quali abbiamo camminato per oltre un secolo e cammineremo ancora in autentico spirito di servizio. Quando la gente e le istituzioni chiamano le penne nere rispondono subito e da oggi interpretiamo questo sigillo come un marchio di prestigio apposto a ogni nostro intervento anche per il futuro».






