«Fra agosto e settembre si stabiliscono i programmi dell’anno successivo. Quest’anno è stato difficile farlo. Soprattutto con gli importatori americani. Da febbraio l’amministrazione Trump ha usato l’instabilità come strumento di distruzione e di ricostruzione delle relazioni commerciali e dei rapporti politici con gli altri Paesi. Adesso è stata stabilita una tariffa secca di entrata in dogana negli Stati Uniti del 15 per cento. Sulle etichette più preziose, che compaiono nelle carte dei vini dei grandi ristoranti americani o che sono acquistate da clienti molto benestanti, il danno sarà contenuto. Il problema sarà per le bottiglie con un prezzo fra i 10 e i 40 dollari. Il 15% di dazio pone a tutti il dubbio se assorbire in pieno questo sovraccosto come azienda o se trasferirlo, almeno in parte, sul consumatore. Il nuovo mondo dei dazi ha incognite di pianificazione, posizionamento e finanza di impresa».
Cinzia Merli – classe 1967, un diploma all’istituto tecnico commerciale – è minuta e serafica, ha i capelli neri e il caschetto da adolescente, è riflessiva e va veloce. Ha uno sguardo attento e analitico sulle cose e una sensibilità intuitiva e rapida per le persone. È ai vertici del Consorzio Bolgheri e Bolgheri Sassicaia, insieme alla presidente Albiera Antinori e all’altra vicepresidente Priscilla Incisa della Rocchetta, ed è la proprietaria delle Macchiole, una delle nuove aziende agricole che si sono più affermate negli ultimi vent’anni. La sua impresa dà sulla Strada Bolgherese. Nel 1983 il futuro marito di Cinzia, Eugenio Campolmi, che oggi non c’è più, acquistò i primi terreni piantando quattro ettari di vigneti. Sulla parete della cantina, i due street artist Ozmo e Tellas hanno realizzato dei murales che offrono un senso di straniante armonia moderna rispetto alla pianura e alla prima collina circostanti. Iniziamo a mangiare un classico della cucina popolare toscana: la pappa con il pomodoro. Con la pappa con il pomodoro beviamo un bicchiere di Paleo bianco. «Nel 2024 abbiamo toccato i 4,5 milioni di fatturato. Con noi lavorano, fra la cantina e la parte commerciale, 35 persone. Sono numeri contenuti, ma significativi. Il fenomeno di Bolgheri nasce dalla fusione fra le grandi aziende con marchi riconosciuti a livello internazionale e i piccoli produttori che hanno saputo lavorare con passione e con risultati non solo sul mercato italiano, ma anche su quello estero. Le prime non hanno fagocitato i secondi. I secondi hanno sviluppato autonomia e cooperazione con le prime. Esiste una ispirazione comune, che non è il risultato di un concerto calato dall’alto, ma che è il frutto di una sinergia che nasce dal basso», racconta Cinzia.






