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La morte di Pippo Baudo è stata la scintilla per un accenno di scontro tra Katia Ricciarelli e Dina Minna, segretaria storia del conduttore, spento solo da una diffida

"Avrebbero dovuto avvisarmi visto che da un mese era in ospedale, o comunque dirmi che era morto. Avrei voluto saperlo subito, com'era giusto che fosse e non dalle condoglianze delle persone". Queste sono le parole pronunciate da Katia Ricciarelli a Verissimo durante l'intervista rilasciata per parlare di Pippo Baudo, suo ex marito, scomparso recentemente. Il bersaglio della sua critica non è stato esplicitato ma è stato chiaro a tutti fin da subito, anche perché sempre durante l'intervista la soprano ha raccontato che quando si è recata in camera ardente ha "visto la segretaria che piangeva e le ho chiesto 'perché non mi hai telefonato?'".

Non è nota la risposta della storica segretaria di Baudo, Dina Minna, che con discrezione gli è stato accanto per decenni e anche nell'ultimo (difficile) capitolo della sua vita. Ma è noto che la donna ha diffidato Ricciarelli dopo le esternazioni sull'eredità. Non certo un argomento elegante di cui parlare ma la soprano sembra non sia riuscita a resistere davanti a quella che, a suo giudizio, è un'ingiustizia ma che nei fatti è l'utima volontà del re della televisione italiana: "Non ritengo giusto che la segretaria abbia accesso alla stessa frazione di eredità dei figli Tiziana e Alessandro". In un'altro passaggio la soprano ha parlato dei loro accordi matrimoniali, sottolineando che "al momento del matrimonio, nel 1986, io e Pippo scegliemmo pure di fare la separazione dei beni. Ho sempre preferito avere un'indipendenza economica: lavoro da una vita e non ho bisogno di nulla. Ma se tutte le segretarie sono trattate così, forse ho sbagliato mestiere".