Katia Ricciarelli non si dà pace. A distanza di quasi un mese dalla scomparsa di Pippo Baudo - era il 16 agosto quando il grande conduttore si spegneva al Campus Bio-Medico di Roma - la 79enne cantante lirica continua a nutrire grande amarezza per non essere stata coinvolta negli ultimi mesi di vita dell’ex marito: «Non so neanche di cosa sia morto. Nulla di nulla. Il nostro è stato un matrimonio che è durato diciott’anni, dal 1986 al 2004. Sono tanti. E anche dopo il divorzio del 2007 siamo rimasti in contatto. Mi aspettavo da parte di chi gli stava accanto un minimo di cortesia», dice, all’indomani dell’apertura del testamento del re della televisione italiana.

L’allusione è alla storica assistente Dina Minna, alla quale, come rivelato da Il Messaggero, Baudo ha destinato quasi la stessa frazione di eredità andata ai figli Tiziana (nata nel 1970 dal matrimonio con Angela Lippi) e Alessandro (nato nel 1962 dalla relazione con Mirella Adinolfi e riconosciuto solo nel 1996, dopo un lungo iter legale).

Nel documento con il quale Baudo ha dato disposizioni su come dividere la sua eredità, che si aggirerebbe intorno ai 10 milioni di euro (ci sono anche le diverse proprietà, tra le quali un terreno a Fiano Romano, 10 terreni a Noto, sei terreni a Siracusa e cinque case a Roma, una in zona Prati e le altre in Centro), Ricciarelli non è stata menzionata: «Ma naturalmente non ne avevo diritto, dal momento che il divorzio scioglie il vincolo matrimoniale e i diritti successori ad esso connessi. E ci tengo a dire una cosa», dice la cantante, che sabato pomeriggio sarà tra gli ospiti di Silvia Toffanin nella prima puntata di Verissimo, su Canale 5.