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Dopo la notizia dell’arresto di Tyler Robinson, il presunto assassino dell’attivista di destra Charlie Kirk, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e diversi esponenti dei Repubblicani si sono affrettati a presentarlo come un estremista di sinistra, ma al momento non si sa quale sia stato il movente, né eventualmente che idee politiche avesse Robinson. Ora si trova nel carcere di Spanish Fork, a sud della capitale Salt Lake City, e le accuse contro di lui verranno formalizzate martedì, quando è prevista la sua prima apparizione in tribunale.

Dopo l’arresto né l’FBI né la polizia dello Utah (lo stato dove è stato ucciso Kirk) hanno dato pubblicamente altre informazioni: buona parte di ciò di cui si discute è frutto di speculazioni dei politici, delle ricostruzioni dei media o di quello che scrivono sulla base delle loro fonti tra gli investigatori. La narrazione per cui il movente dell’assassino sarebbe stato politico era stata alimentata anzitutto dal governatore Repubblicano dello Utah, Spencer Cox: «È molto chiaro che questa era una persona profondamente indottrinata dall’ideologia di sinistra», aveva detto in un’intervista al Wall Street Journal.

La foto segnaletica di Tyler Robinson diffusa il 12 settembre (Credit: Utah Governor’s Office/ZUMA Press Wire)