PONZANO VENETO (TREVISO) - È iscritto nel registro degli indagati Matteo Carlotto, il pilota che venerdì scorso è finito fuori strada durante il rally di Cassino schiantandosi contro il pilastro di cemento i cui detriti sono finiti contro il 76enne Luciano Sandrin.

Il pensionato originario di Ponzano è morto pochi minuti dopo l'incidente, in ospedale: troppo gravi le ferite riportate, sia alla testa che all'addome, che hanno poi portato ad una emorragia interna fatale. Carlotto, pilota vicentino, si trova ora indagato per atto dovuto e potrà avvalersi di consulenti in grado di disporre ulteriori verifiche. Sull'incidente, infatti, la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e proprio oggi ci sarà l'autopsia sul corpo di Sandrin, che durante la gara si trovava in una posizione off limits per gli spettatori, come hanno spiegato anche gli organizzatori. L'uomo stava assistendo alla gara perché tra i piloti in corsa c'era anche il nipote Tommaso, di cui non perdeva nemmeno una prova. Sandrin, a sua volta, nel passato era stato un appassionato di questo sport, che aveva poi trasmesso anche ai figli Andrea e Luca e al nipote, che dopo la gara di venerdì ha deciso di non proseguire con la competizione: troppo il dolore per la scomparsa improvvisa dell'amato nonno. «È molto scosso - aveva detto Andrea Sandrin, figlio di Luciano e papà di Tommaso -. In futuro continuerà, è a un buon livello ma ora stiamo attraversando un momento difficile». E proprio il nipote nelle scorse ore ha affidato i suoi ricordi passati con il nonno ai social: «Voglio ricordarti con un sorriso smagliante, carico di passione e orgoglio per ciò che più ti piaceva fare, vedermi correre».