TREVISO - Stava seguendo a bordo strada la gara di rally quando un'auto è andata fuori strada centrando un muretto in cemento. Le macerie sono finite contro una struttura che si trovava alle sue spalle, una pergola che copriva alcune cassette con acqua potabile, e gli è crollata addosso, uccidendolo. È morto ieri sera, per le ferite riportate durante il Rally del Lazio Cassino - 46° Rally di Pico, Luciano Sandrin, 76enne di Ponzano, papà di Andrea e zio del giovane campione di Povegliano Tommaso Sandrin, ieri in gara sul selciato di Cassino al fianco di Andrea Dal Maso. È stato proprio il figlio Andrea, che si trovava sul tavolo degli organizzatori, a chiedere che la gara non venisse sospesa: «Mio padre avrebbe voluto che la gara proseguisse».
La tragedia è avvenuta nel primo pomeriggio durante la frazione di Falvaterra, in zona Cavone. L'incidente è avvenuto durante il primo passaggio. La vettura numero 39 è uscita di strada all'altezza della Posizione 40, urtando un muretto. Sotto una pergola c'era Luciano Sandrin, zio di uno dei piloti in gara, i calcinacci del muro sono finiti sul pergolato e le tegole sono rovinate addosso allo spettatore. Il medico capo ha confermato che Sandrin era «vigile, lucido, orientato nel tempo e nello spazio ed appariva non in pericolo di vita». La Prova è stata immediatamente sospesa per consentire l'intervento del personale sanitario del 118: Sandrin è stato trasferito all'ospedale "Santa Scolastica" di Cassino, dove il 76enne è deceduto. I dettagli sono stati confermati ieri sera durante una conferenza stampa dal Direttore di Gara Mauro Zambelli e dal Medico Capo di gara David Giannetti. Alla conferenza stampa era presente Andrea Sandrin, figlio della vittima, al tavolo con gli organizzatori: è stato lui a chiedere che la gara non venisse sospesa, come proposto dal campione del mondo Max Rendina a nome degli organizzatori. «Mio padre avrebbe voluto che la gara proseguisse».






