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Svelato il ruolo delle spie israeliane durante la "guerra dei 12 giorni". E Tel Aviv avverte: "Pronti a tornare in azione contro Teheran"

Emergono nuovi particolari sull'infiltrazione dei servizi segreti israeliani in Iran durante la "guerra dei 12 giorni". Decine di donne del Mossad, riporta il Jerusalem Post, sarebbero infatti penetrate nella Repubblica Islamica operando boots on the ground e portando a termine una serie di operazioni durante i raid dello Stato ebraico che hanno colpito i programmi missilistici e nucleari iraniani e neutralizzato funzionari militari e scienziati del regime degli ayatollah.

La natura esatta delle azioni eseguite a giugno dalle agenti dell'intelligence israeliana è coperta dal segreto ma è stato reso noto che il direttore del Mossad, David Barnea, considererebbe "molto importante" il ruolo giocato dalle sue operative nel corso del conflitto tra Israele e Iran. Una 007 di alto livello in particolare, nota solo come "G" e con "background iraniano" e competenze nel reclutamento di spie in nazioni ostili, sarebbe stata onorata con l'accensione di una torcia durante la cerimonia del giorno dell'indipendenza.