PADOVA - Religiosità popolare, storia, tradizione. Ma soprattutto il desiderio di esprimere vitalità e valori comuni da parte del quartiere più popoloso e più multietnico della città. L'Arcella ha così rivissuto lo spirito del suo più antico passato, celebrando ieri pomeriggio (14 settembre) la ventisettesima edizione del Palio delle contrade. È stato un salto indietro nei secoli: la suggestiva ricostruzione di un villaggio medievale ha fatto da cornice a una festa popolare che ha introdotto la sfida delle antiche contrade del rione, ossia Grate, Brolo, Monastero e Capodimonte. Ragioni di sicurezza, connesse al cantiere innalzato attorno al campanile dell'Arcella, hanno quest'anno modificato le modalità della sfida.

Al posto della corsa dei carri in legno per trasportare sotto la torre le sagome di Sant'Antonio, i contradaioli hanno dato vita ad una staffetta a piedi. Ad aggiudicarsi la singolar tenzone è stata la contrada del Brolo. Ma gli applausi della folta cornice di pubblico hanno voluto premiare soprattutto lo spirito della festa, mantenuta in vita ormai da anni grazie ai volontari dell'associazione culturale "Palio Arcella". Le evoluzioni di danzatori e musici antichi del Gruppo di tradizioni popolari "La Farangola" fra le botteghe dei vasai, cesellatori, antichi pellettieri, per non parlare di rimatori, ritrattisti e falconieri, hanno infatti ricostruito l'atmosfera e la suggestione della Leggenda Antoniana, che narra dell'ultimo viaggio del Santo morente in arrivo all'Arcella a bordo di un carro di legno trascinato dai buoi.