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Il governo che molti, nel racconto progressista, dipingevano destinato a travolgere gli equilibri finanziari con politiche di spesa populista, si è rivelato l'opposto
Ci sono frenate che non rallentano, ma imprimono velocità al percorso. La cautela che il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha imposto alla prossima legge di bilancio appartiene a questa categoria.
Negli ultimi due anni la prudenza, nei toni come negli obiettivi, esercitata dal premier Giorgia Meloni e dal suo ministro ha evitato all'Italia costi ingenti. Ha contenuto il peso del debito pubblico e restituito credibilità ai conti, garantendo al Paese un vantaggio competitivo: gli investimenti esteri sono cresciuti di circa il 5%, attratti anche dalla flat tax riservata ai cosiddetti "Paperoni" che scelgono di trasferire residenza in Italia. Una misura che ciclicamente suscita polemiche, ma che di fatto ha trasformato il Paese in una piazza economica di crescente interesse.






