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La giornalista tenta la carta premier per guadagnare terreno con il suo Otto e mezzo nella sfida dello share dell'access prime time di La7
Lilli Gruber cerca il colpo giornalistico e gioca la carta della sfida sull'orgoglio per avere ospite nel suo programma Giorgia Meloni. La voglia di aumentare lo share, d'altronde, non è una prerogativa di pochi nel mondo televisivo e non ne sono immuni nemmeno i giornalisti che si prendono troppo sul serio. "Io faccio la giornalista, non la politica. E il giornalismo è critico con tutti, o non è. Chi è al potere ha l’obbligo della cosiddetta accountability, di rendere conto del suo operato. Per quanto riguarda la mia 'parte', è quella di sempre: la Costituzione, i valori democratici e la correttezza professionale", ha dichiarato la giornalista al Corriere della sera in vista della ripresa del suo programa Otto e mezzo, su La7.
Parole che stridono con l'impegno assunto dal 2004 al 2008 al parlamento europeo, prima con l'Ulivo e poi con il Pd. Per amor di verità, Gruber si è dimessa dall'incarico politico alcuni mesi prima della fine della legislatura, perdendo in questo modo il diritto al vitalizio e tornando all'attività giornalistica. Sulla volontà di ospitare Meloni, la giornalista ha dichiarato che per lei "le porte di Otto e mezzo — trasmissione che ha ampiamente frequentato prima di diventare presidente del Consiglio — sono sempre aperte". In passato, il premier ha frequentato quel salotto e Gruber dice di ricordare "una Giorgia Meloni giovane leader della destra che, con il suo piglio spavaldo e aggressivo, non temeva di rispondere alle critiche. Oggi cosa le fa tanta paura? Chiunque la consigli su questo fronte, la consiglia male. Il rifiuto del confronto è un segnale di debolezza. È per questo che anche da noi vengono attaccati e delegittimati sistematicamente i poteri di controllo, dai giornalisti alla giustizia".






