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Un'ora di puntata per massacrare il Garante. Ghiglia: "Non mollo"
Report inaugura una nuova frontiera del giornalismo d'inchiesta: le lettere anonime per affossare il Garante della Privacy. Ieri è andato in onda l'ennesimo servizio contro il Garante. Il copione non cambia. Un'ora di puntata per massacrare l'Autority (nominata dal Pd). Stavolta gli inviati di Sigfrido Ranucci poggiano la loro inchiesta su una lettera anonima arrivata in redazione. Alcuni dipendenti del Garante della Privacy avrebbero inviato a Report una missiva anonima sostenendo che "secondo alcuni all'interno dell'Autorità le criticità organizzative e decisionali degli attuali vertici rischiano di compromettere sia la credibilità istituzionale del Garante, sia l'effettiva protezione dei dati personali in Italia". Sulle pagine social del programma Rai viene data grande enfasi allo scoop.
Nella lettera, denuncia Report, sono state raccolte in un documento interno "alcune domande e osservazioni rivolte ai membri del Collegio in merito al funzionamento dell'istituzione, alla trasparenza, alla governance e all'applicazione dei principi costituzionali di imparzialità nella Pubblica Amministrazione". "Sono temi - secondo la lettera anonima - che ad oggi non trovano canali sicuri per essere rappresentati internamente, a causa del clima di forte tensione e timore di ritorsioni generato negli ultimi mesi". Ormai il Garante è diventato il bersaglio principale di Report. C'è un dettaglio che va sottolineato. Le inchieste di Report sono partite dopo l'avvio della procedura da parte del Garante proprio contro Report sulla famosa telefonata tra l'ex ministro Sangiuliano e la moglie rivelata nel corso del programma. La multa del Garante contro Report è stata di 150mila euro.






