L'altra Tokyo di Jacobs e Tamberi è un flop Mondiale che chiude un'epoca.
Insieme, nella capitale giapponese e nello stesso giorno - a distanza di qualche minuto - vinsero l'oro olimpico dei 100 e dell'alto alle Olimpiadi, quattro anni fa; insieme, a meno di un'ora di distanza l'uno dall'altro, hanno bucato oggi l'accesso alla finale dei Mondiali sulla stessa pista dello stadio olimpico.
"Devo prendermi un po' di tempo per capire se vale la pena di continuare a soffrire", dice un amareggiato Jacobs, che pensa all'addio dopo aver chiuso sesto la sua semifinale con un 10''16. "Sto uno schifo", fa eco Tamberi, che ha fallito tre volte il 2.21 della qualificazione, come a Parigi ma senza gastroenterite.
Tamberi eliminato nel salto in alto
Stavolta rialzarsi sarà ancora più dura, verso Los Angeles 2028 che a dire di 'Gimbo' resta l'obiettivo. In ogni caso, la loro caduta ha del simbolico, non solo per l'età anagrafica. Trentuno anni lo sprinter, trentatré l'altista, e non sembra più il loro tempo. "So che non sono quello da 10''16 però in questo momento questo sto correndo", l'amara analisi dell'olimpionico dei 100, partito bene dai blocchi e poi piantatosi completamente attorno ai 60, invertendo la tendenza naturale della sua corsa.











