Luana D’Orazio è morta a 22 anni, lasciando orfano un bimbo di cinque anni, perché è stata schiacciata dagli ingranaggi di un orditoio in una fabbrica di Prato. Lorenzo Parelli invece di anni ne aveva 18 quando è rimasto vittima di un incidente in uno stabilimento di costruzioni meccaniche, proprio nel suo ultimo giorno di stage.
Sono solo due nomi di una lunghissima fila di caduti sul lavoro, in una strage che non sembra avere soluzione, come raccontano il magistrato Bruno Giordano e il giornalista Marco Patucchi (che per tanti anni si è occupato di questi temi su Repubblica) nel loro libro inchiesta “Operaicidio. Perché e per chi il lavoro uccide. Le storie, le responsabilità, le riforme” (Marlin Editore). Verrà presentato oggi 15 settembre alle 18.30 all’Oratorio di San Filippo Neri, nell’ambito della rassegna “Le voci dei libri”, in un incontro a cui parteciperanno anche il cardinale Matteo Zuppi e a Giovanni Egidio, caporedattore di Repubblica Bologna.
Il tema investe la cronaca ma è anche una questione di coscienza civile, come lo stesso arcivescovo Zuppi ha sottolineato in occasione dell’ultima festa del Primo Maggio, denunciando che «ogni morte sul lavoro è una sconfitta per l’intera società».








