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Oh bella, il mandante dell'assassinio è Donald. Che sia il prossimo ad essersela cercata, avendo provocato un leggero eccesso di legittima difesa nei democratici?

Se la vita e il destino dovessero dar retta alla geopolitica e alle analisi degli esperti tivù, Charlie Kirk avrebbe dovuto attendersi la morte colpito da un drone o annientato da un missile ipersonico, proveniente dalla possente Alleanza Orientale radunata nei giorni scorsi a Pechino. Com'è che invece, il 31enne cresciuto nei sobborghi di Chicago, leader dei giovani trumpiani e «figlio spirituale» di Trump, è stato ammazzato dal proiettile di un suo fratello d'Occidente? Non da un pazzo, ma da un ragazzo colto, niente affatto esaltato, che non ha teorizzato con frasi sconnesse il suo gesto di millimetrica devastazione, ma ha indicato, incidendo sul proiettile «Bella Ciaoooo», con molte «o» per far vibrare l'emozione, l'appartenenza ad un'altra alleanza, molto occidentale, e transatlantica, la galassia «Antifa (scista)», una religione italiana che ha dogmi chiari, e nemici scritti nelle teste. Non sto parlando della guerra civile di 80 anni fa, ma di quella che, in maniera non conclamata ma reale, continua anche oggi. Per intenderci: la volontà prevaricatrice dei compagni non si è esaurita con le Brigate rosse e i suoi tardi epigoni, ma è una brace mai raffreddatasi nella sinistra, persino in quella insospettabile di intolleranza ed anzi predicatrice di libertà e libertarismo. Ricordo che nel 2001, alla vigilia delle elezioni politiche dove si prevedeva una vittoria schiacciante di Berlusconi e del centrodestra, denunciarono la presenza di queste scorie tossiche tra i progressisti, Giampaolo Pansa con baldanza e poi, con la tradizionale prudenza, Paolo Mieli: la chiamarono «guerra civile mentale» o «verbale», e la sorpresero persino corrodere il pensiero di un padre della patria come Norberto Bobbio il quale aveva proposto un appello elettorale, firmato da molti intellettuali con due cognomi, contro l'incombente «dittatura fascista». Dopo 24 anni siamo punto e a capo.