Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Un sondaggio dello scorso maggio diceva che 38 americani su 100 giustificavano un assassinio di Trump, percentuale che saliva a 55 su 100 tra gli statunitensi di sinistra
Diciamo la verità: fino a ieri sera il novanta per cento di noi, neppure chi si occupa di politica americana e probabilmente neppure chi conosce approssimativamente il mondo Maga, sapeva chi fosse Charlie Kirk. Perché gli Stati Uniti sono sempre lo scantinato intellettuale e politico dell'Europa e perché noi, vecchietti avvizziti e smemorati, siamo comunque l'ombelico del mondo. Un mondo troppo anziano per reagire ai nostri nemici - abbiamo i badanti a stelle e strisce, no? -, un mondo troppo senilmente smemorato per ricordarsi come inizia lo scardinamento dei sistemi democratici. Cioè dalle piccole cose. Anche se sono vite e pure giovani e anche sconosciute.
Diciamo la verità: nessuno si sentirà in colpa per la morte di Kirk, nemmeno chi da mesi va dicendo che Trump è matto, che è un nemico della società civile, che è un dittatore e che è un po' nazista. E quindi, essendo come Hitler, ne consegue che sia legittimo e anzi doveroso accopparlo (cosa che hanno tentato di fare per due volte). Corollario inevitabile: se non elimini Trump, provaci con i suoi discepoli. Anzi, sono molto più pericolosi del rozzo Donald coloro i quali, invece di rinchiudersi nella club house di un circolo di golf, elaborano attorno al suo pensiero una teoria e - udite, udite (bestemmia in chiesa) - una cultura. Come Kirk. Ucciso mentre parlava in un campus. Non in una sagra. E non c'è nulla di imprevisto: un sondaggio dello scorso maggio diceva che 38 americani su 100 giustificavano un assassinio di Trump, percentuale che saliva a 55 su 100 tra gli statunitensi di sinistra. Diciamo la verità: c'è un pensiero violento e autoritario, diffuso tanto tra i post comunisti quanto tra i sedicenti liberali e i sinceri democratici, che pensa che il presidente Usa sia un pericoloso autocrate. Anche se ha vinto due volte le elezioni.









