All'apice della tensione fra la Russia e la Nato, sono iniziate ieri le esercitazioni militari congiunte di truppe russe e bielorusse, denominate “Zapad 2025”, ovvero “Occidente” in russo, e che dureranno cinque giorni. È la nuova edizione di grandi manovre che Russia e Bielorussia hanno sempre tenuto, negli ultimi decenni, con cadenza annuale, ma è anche la prima che si tiene dopo l’invasione dell’Ucraina del febbraio 2022, dato che, dopo la Zapad 2021, per quattro anni queste operazioni erano state sospese. Anche se, rispetto agli anni precedenti, le forze dispiegate saranno assai più limitate, la vicinanza delle esercitazioni ai confini polacchi e baltici, nonché l’impiego di missili con capacità nucleare, alimentano la preoccupazione dell'Alleanza Atlantica, specie dopo l’incursione di droni esca russi disarmati Gerbera in territorio polacco, lo scorso 10 settembre.
Al proposito, proprio ieri il presidente americano Donald Trump, che da mesi tende a smorzare la tensione con la Russia per ripristinare un dialogo Mosca-Washington, ha dichiarato: «Potrebbe essere stato un errore, ma al di là di ciò, non sono felice riguardo a tutto ciò che ha a che fare con l'intera situazione». Poco dopo gli ha risposto il premier polacco Donald Tusk, che invece ritiene deliberato lo sconfinamento dei droni russi: «Anche noi avremmo voluto che l’attacco con i droni alla Polonia fosse stato un errore. Ma non lo è stato». Salomonico, il segretario della Nato Mark Rutte ha commentato: «Che sia intenzionale o meno, è pericoloso e inaccettabile».













