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Oltre 100mila persone hanno sfilato a Londra al raduno “Unite the Kingdom” guidato da Tommy Robinson e dedicato a Charlie Kirk. Tra slogan nazionalisti e ospiti internazionali dell’ultradestra, forte la controprotesta antirazzista

In queste ore le strade di Londra si sono riempite di decine di migliaia di manifestanti per quello che si preannuncia come il più grande raduno dell’estrema destra britannica degli ultimi decenni, in memoria di Charlie Kirk. "La libertà di parola è morta. RIP Charlie Kirk", è lo slogan ripetuto da numerosi manifestanti con la voce e sui cartelli variopinti. A guidare l’iniziativa è Tommy Robinson, nome d’arte di Stephen Yaxley-Lennon, fondatore della English Defence League e figura centrale del movimento nazionalista anti-immigrazione. "La rivoluzione dei patrioti è iniziata", ha dichiarato Robinson.

La marcia, ribattezzata “Unite the Kingdom”, è stata presentata da Robinson come un festival della libertà di espressione e della difesa dell’identità britannica. Sventolando bandiere di San Giorgio e Union Jack, i partecipanti hanno scandito slogan come “we want our country back” e “whose street? our street”, mentre gruppi giunti dall’estero hanno messo in scena performance simboliche come la haka neozelandese. Accanto alla manifestazione, una controprotesta guidata da Stand Up to Racism ha radunato centinaia di attivisti, sostenuti da parlamentari laburisti come Diane Abbott e Zarah Sultana. “I rifugiati sono i benvenuti” e “smash the far right” sono stati i cori lanciati in risposta ai cartelli dei sostenitori di Robinson che invocavano il blocco dei migranti e il rimpatrio forzato.