Direte voi: ma cos’è - al rientro dalle sue lunghe vacanze - che toglie il sonno a Corrado Formigli? Cosa gli pesa sul cuore? Cosa gli avvelena questa fine d’estate? Forse il destino di Israele e Palestina? O la guerra tra Russia e Ucraina? O magari osiamo (...) sperare - anche il brutale assassinio di Charlie Kirk? Parrebbe di no: più di tutto, desumiamo dalla prima puntata di Piazzapulita, giovedì sera su La7, ciò che sembra traumatizzare Formigli è il Tg1 di Gian Marco Chiocci. Ohibò. A onor del vero, in trasmissione, con puntualità, Italo Bocchino fa notare come (dati alla mano dell’Osservatorio di Pavia) al Tg1 risultino garantiti anche più che in passato l’equilibrio delle diverse voci e pure le presenze dei partiti.
Per inciso, visto lo spazio assicurato a Schlein e compagni, non a torto il sindacato di destra della Rai (Unirai) parla più di “Tele-Pd” che di “Tele -Meloni”. Formigli Ma non si dà pace: «Del bilancino di quanto ha parlato Giorgia Meloni o Elly Schlein non ce ne frega niente». Ok Corrado, e allora, di grazia, che vuoi? Formigli sospira e riprende il comizio: gli italiani «si aspettano che il principale tg italiano abbia un ruolo (...) di critica anche del potere, di chi ci governa». Ah ecco: il Tg1 deve far sua la linea di Repubblica o di Domani, par di capire.






