La guerra a Gaza e la situazione in Medio Oriente sarà pure arrivata a una complicata, fragilissima tregua (per parlare di pace duratura forse converrà ripassare tra qualche mese) ma a parole il conflitto va avanti, eccome, soprattutto nei talk della tv italiana.
A Piazzapulita, su La7, la discussione sul punto tra il conduttore Corrado Formigli e l'ospite in collegamento Italo Bocchino degenera talmente velocemente da diventare una questione personale.
GAZA, QUANTI GUFI ROSSI TIFANO CONTRO LA PACE FIRMATA DA TRUMP
La pace non dovrebbe avere colore. E quando è raggiunto dovrebbe rendere tutti felici. Certo, un processo di pace...
"Qui stiamo parlando di antisemitismo anche per chi critica Israele eh?", ricorda il padrone di casa al direttore editoriale del Secolo d'Italia, che lo ascolta in silenzio. La rabbia di Formigli monta fino a travolgere Bocchino: "Io stesso mi sono sentito dire 'antisemita' sui social, io Bocchino, perché critico Israele", quasi urla Formigli sempre più indignato. L'ex onorevole di Alleanza Nazionale e Pdl non ha nemmeno il tempo di abbozzare una risposta perché gli arriva tra capo e collo una domanda a bruciapelo: "Lei pensa che io sia un antisemita perché critico Israele?".







