Ciao Lupo. È un branco composto e commosso quello che sfila nel cortile dell’Archiginnasio per dare l’ultimo saluto a Stefano Benni. Anche Daniel Pennac è arrivato dalla Francia per salutare il «fratello di scrittura»: «Stefano era mio fratello di risate, mio fratello nella vita ideale. È stato lui che ha introdotto i miei libri in Italia, dopodiché siamo diventati amici per la pelle. E non potevo certo far andare via il mio amico da solo». Nell’atrio la bara dello scrittore, scomparso a 78 anni dopo una lunga malattia, è coperta da fiori bianchi. Di fianco una grande fotografia di Benni in bianco e nero.
Stefano Benni, una lunga fila alla camera ardente a Bologna per l'ultimo saluto allo scrittore. Pennac: «Era il mio fratello di risate, non potevo farlo andare via da solo»
A ricordarlo nel Cortile dell’Archiginnasio i suoi lettori, parenti e alcuni degli amici più cari, da Baricco a Riondino e Finocchiaro. Bergonzoni: «Ci siamo conosciuti da Roberto Roversi, Stefano mi ha donato il potere della fantasia»










