Ci sono il Kenya e l’Etiopia che volano sulla pista del Mondiale, il continente Africa è abituato a prendersi di corsa il fondo su pista, e poi c’è lei, Nadia Battocletti da Cavareno, mille anime in Alta Val di Non. Bocca aperta che sembra l’urlo di Munch, corsa naturale assorbita insieme al latte del biberon da mamma Jawara, ex ottocentista marocchina, e papà Giuliano, ex maratoneta: Nadia from Italy è l’avamposto dell’Europa che rimane attaccato alle specialiste della fatica per diecimila interminabili metri mentre Leo Fabbri sulla pedana del peso costruisce il suo dolcissimo bronzo mondiale dietro il fuoriclasse americano Crouser dopo essere stato a lungo secondo.