Condanne pesanti quelle chieste dal pubblico ministero Paola Francesca Ranieri per i quattro imputati nel processo per il brutale omicidio del senza fissa dimora di Savigliano Giovanni Santus. Per i due esecutori materiali del delitto, che avrebbero massacrato il cinquantottenne a calci e pugni perché aveva finito tutto da solo una bottiglia di gin, il magistrato ha chiesto l’ergastolo, con sei mesi di isolamento diurno per Lionel Ascoli, difeso da Sheila Foti, e due mesi sempre di isolamento per il ventunenne Andrea Basso, difeso da Francesca Tamburello. Per il proprietario dell’appartamento in cui si è consumato il delitto, Silvio Iarussi, accusato anche di non aver ascoltato le grida di aiuto di Santus e di non aver chiamato i soccorsi, chiesti diciassette anni di carcere, a difendere il biellese è l’avvocato Sergio Gronda. Infine per Asia Luciana Mula fidanzata di Basso, anche lei ventunenne, patrocinata da Vittorio Grosso, la richiesta è stata di 14 anni e sei mesi.
Probabile che a influire sull’entità delle condanne chieste anche per chi non ha preso parte al pestaggio, sia stato il fatto che nonostante Ascoli e Basso a un certo punto siano usciti dall’appartamento per andare a comprare della droga, gli altri due, forse spaventati perché minacciati, nel caso di Iarussi anche con un coltello, non avrebbero chiamato il 118 per soccorrere Santus che dopo un primo pestaggio rantolava sul pavimento. Al rientro secondo l’accusa sarebbe ripresa la mattanza, fino alla morte della vittima. Poi sistemata sotto l’acqua bollente della doccia nel tentativo di coprire i segni delle botte.






