Nel decennio 2015-2025, nei comuni montani umbri del cratere del terremoto le imprese artigiane attive sono calate da 489 a 411, con una perdita dell'11,2%.

Numeri peggiori della media regionale (-5,5%) e nazionale (-4%).

Ma dietro questa contrazione si cela un paradosso positivo: gli addetti sono aumentati dell'11%, passando da 1.008 a 1.149.

Una dinamica positiva che va in direzione opposta rispetto al resto del Paese: l'Umbria ha perso 3.936 addetti (-4,3%), l'Italia addirittura 214mila (-7,2%).

Secondo un report della Camera di commercio dell'Umbria, nell'ambito del Progetto Fenice, "è il segnale che, seppur meno numerose, le imprese artigiane rimaste hanno saputo irrobustirsi, assumere e crescere di dimensione".