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L’incursione di 19 droni militari russi nello spazio aereo della Polonia in una notte di questa settimana s’inserisce nella campagna aggressiva di intimidazione che la Russia porta avanti da tempo contro alcuni paesi dell’Europa. La campagna è formata da tante operazioni diverse, che prese singolarmente possono sembrare quasi irrilevanti ma sommate assieme creano un clima di minaccia permanente e destabilizzante in grado di influenzare l’opinione pubblica.
I servizi segreti russi hanno creato un sistema che possiamo definire pay per sabotage: arruolano sui social persone che compiono atti di sabotaggio e vandalismo in cambio di denaro. In alcuni casi gli agenti improvvisati si limitano a scrivere “FUCK NATO” sui muri, in altri danneggiano linee ferroviarie o centraline elettriche.
Grazie a questo sistema nel 2024 i servizi segreti russi hanno commissionato un incendio che ha distrutto un centro commerciale da mille negozi a Varsavia e un altro che ha fatto lo stesso a un negozio IKEA a Vilnius, in Lituania. Hanno ordinato circa quaranta incendi tra Germania e Polonia. E ci sono decine di altri casi di sabotaggio riconducibili allo stesso metodo.
Il centro commerciale Marywilska 44 a Varsavia, dopo l’incendio di maggio del 2024 commissionato dalla Russia (AP Photo/Czarek Sokolowski)












