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Fabrizio Sinisi scrive un romanzo che guarda al teatro e alla sua lingua politica

Fabrizio Sinisi da Barletta è uno dei migliori drammaturghi della nuova generazione. Non ancora quarantenne, ha già un lungo curriculum iniziato tra l'altro con due raccolte poetiche molto interessanti.

Adesso Sinisi si misura con il romanzo dando alle stampe Il prodigio (Mondadori, pagg. 250, euro 19,50). Un romanzo che, naturalmente, non è un romanzo stricto sensu, non esibisce intrecci, non scolpisce figure indimenticabili, non disegna spazi fisici altri, in altre parole non costruisce verità mediante castelli di illusioni e presenta situazioni narrative che in genere poco interessano ai romanzieri. Unico protagonista, e unico personaggio, di questo libro è la parola, e con la parola la voce che le è propria. Una voce che parla per dovere, per quell'ultima onestà che induce i morti - quantomeno loro - a sollevarsi per raccontare quello che i vivi cercano di nascondere.