Torino capitale europea dell’innovazione 2024. Torino, sede dell’Istituzionale nazionale per l’intelligenza artificiale. La città che ospiterà, dall’1 al 3 ottobre, l’Italian Tech Week, con Jeff Bezos (fondatore di Amazon) e il presidente di Stellantis, John Elkann, tra gli ospiti principali. Eppure il mondo del lavoro torinese racconta altro. Dal settore automotive a quello dell’ingegneria. Tant’è che ieri (12 settembre), di fronte a Palazzo Civico, è andata in scena la protesta dei lavoratori di Cerence Ai, la società statunitense specializzata nello sviluppo di sistemi di assistenza vocale per l’auto che li ha licenziati con una videochiamata asserendo che il loro lavoro sarà svolto dalle piattaforme di Ai.

Negli scorsi giorni la multinazionale aveva annunciato la chiusura della sede torinese, con il contestuale licenziamento di tutti e 54 i dipendenti. E, per il momento, la prima fase di consultazione si è conclusa senza risultati concreti. Quasi tutti ieri erano presenti al presidio organizzato da Slc Cgil e Fistel Cisl, davanti al Comune. Una delegazione dei sindacati è stata ricevuta dalla vicesindaca Michela Favaro. «La Città si impegna a farsi parte attiva a livello politico e istituzionale per favorire una soluzione positiva della vertenza dei lavoratori della società Usa Cerence — ha sottolineato Michela Favaro —. Per questo convocheremo e incontreremo i referenti dell’azienda. Siamo accanto alle donne e agli uomini ricevuti oggi in Comune, professionisti che rischiano di perdere il lavoro». Per poi aggiungere: «Oltre alla solidarietà istituzionale, non possiamo che stigmatizzare le modalità stesse, non accettabili, con cui l’azienda ha annunciato questi licenziamenti, ovvero una semplice videochiamata».