«Quello di Charlie Kirk è un omicidio senza senso. Non si può morire solo perché si esprimono le proprie idee. Non meritava una fine così»: Lorenzo Caccialupi, studente romano di 22 anni, laureando di Economia e finanza, ad aprile ha incontrato di persona l’attivista conservatore, amico di Donald Trump, ucciso con un colpo di fucile mercoledì in un’università dello Utah. «Ho trascorso alcuni mesi, da gennaio a maggio, a San Diego per motivi di studio e si era diffusa la voce che Kirk sarebbe venuto nel campus proprio vicino al mio. Così con un gruppo di ragazzi decidemmo di andare».