“La siderurgia è un settore strategico non solo per Genova o per la Liguria, ma per l’intero Paese, a maggior ragione all’interno del contesto geopolitico che stiamo vivendo. Lo abbiamo detto a più riprese: non possiamo permetterci leggerezze”

Luca Maestripieri (Cisl Liguria)

In attesa di conoscere il destino dell’ex Ilva, con la proroga della scadenza del termine per le offerte vincolanti, il dibattito sul forno elettrico di Cornigliano e sul rilancio dell’industria è tornato al centro della scena politica a sindacale ligure. Luca Maestripieri, segretario regionale della Cisl, chiede «meno proclami e più fatti» a politica e istituzioni. In questa intervista affronta i nodi chiave: dalla sostenibilità ambientale alle garanzie occupazionali, dal rapporto con il governo e le amministrazioni locali fino alle prospettive di un settore che resta strategico per Genova e per l’intero Paese. E, accanto alla siderurgia, rilancia la Blue economy come frontiera di sviluppo su cui la Liguria può giocare un ruolo unico grazie alle sue competenze marittime e portuali.

Sono giorni cruciali per il futuro dell’acciaio in Liguria. Qual è la vostra posizione?

«Semplice: bisogna passare dai proclami ai fatti. La siderurgia è un settore strategico non solo per Genova o per la Liguria, ma per l’intero Paese, a maggior ragione all’interno del contesto geopolitico che stiamo vivendo. Lo abbiamo detto a più riprese: non possiamo permetterci leggerezze. Stiamo parlando di un dossier vitale per una regione che ha nell’industria una parte fondamentale della sua identità. Ed è per questo che l’ipotesi del forno elettrico a Cornigliano ci vede favorevoli: è una prospettiva che coniuga sostenibilità ambientale e continuità produttiva. A patto, lo dico ancora una volta, che non si metta in discussione per nessun motivo l’aspetto occupazionale».