Dopo 32 anni Berlino torna a sentire un suono agghiacciante, cupo e doloroso. Quello delle sirene d’allarme che non si sentivano più dai tempi del crollo del muro di Berlino. Ieri, giovedì 11 settembre, hanno risuonato nuovamente alle 11, per avvertire di un imminente attacco di droni o missili. In realtà era solo una prova, non c’era alcun pericolo reale, come da avvertimento comparso sui cellulari dei cittadini berlinesi che, però, non ha evitato di provare lo stesso sgomento. Il racconto, dalle pagine di Italia Oggi, è di Roberto Giardina, corrispondente dalla Germania.

L’ultima sirena era andata fuori servizio a Berlino nel 1993, quattro anni dopo la caduta del muro. Oggi sono circa 200. La metropoli, tornata unita, dalla fine del III Reich era stata una sorta di sensore, un gigantesco allarme ai tempi della guerra fredda. Giardina ricorda: “Quando una crisi scoppiava in qualche parte del mondo, i carri armati degli alleati, sempre occupanti di fatto fino al 1989, si fronteggiavano lungo il Muro con i panzer dell’Armata Rossa. Un avvertimento reciproco. Berlino ieri, Kiev oggi: bersaglio dei droni e dei missili di Vladimir Putin, che non distinguono tra obiettivi militari e asili infantili”. E dove oggi sorgono quartieri eleganti, fino agli Anni Settanta c’era un cumulo di rovine nella vecchia capitale tedesca. La chiesa del Settecento nella piazza riportò gravi danni nel bombardamento del 22 novembre 1943, il più drammatico. Fu colpita anche la Gedächtniskirche in centro, i turisti possono vederla oggi ancora annerita dalle bombe.