Erano un simbolo della Guerra Fredda in Germania Ovest, avamposto della Nato sulla linea di contatto con il Patto di Varsavia. Prima della caduta del Muro ce n’erano oltre duemila sparsi in tutto il Paese, in grado di ospitare milioni di persone in caso di attacco deciso dal Cremlino. Ma, meno di vent’anni fa, le autorità tedesche considerarono così basso il rischio di un’azione militare contro la Germania, che decisero di dismettere i bunker antiaerei ancora esistenti. A oggi, nessuno o quasi dei 580 rifugi rimasti è operativo, cioè regolarmente provvisto di attrezzature, acqua, stock medici o alimentari. Contrordine. Ora che la minaccia russa è di nuovo concreta e gli esperti militari ritengono possibile un attacco già a partire dal 2028, la Germania corre ai ripari.