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Ultimo aggiornamento: 16:04
Caserma Julius-Leber, Berlino ovest. Oltre le mura grigie e il filo spinato di questo anonimo avamposto militare appena fuori dalla capitale tedesca, due anni e mezzo fa, una decina di alti ufficiali tedeschi ha iniziato a riunirsi in gran segreto. Era l’estate del 2023, un anno e mezzo dopo l’invasione russa dell’Ucraina e quei militari, come rivela il Wall Street Journal, stavano preparando quello che è poi diventato Oplan Deu, abbreviazione di Operazione Piano Germania, il progetto tedesco composto da 1.200 pagine per una guerra aperta contro la Russia di Vladimir Putin.
All’epoca, cancelliere era ancora il socialista Olaf Scholz, ma è nelle parole del suo successore, Friedrich Merz, che si ritrova il clima nel quale si è deciso di ipotizzare e, di conseguenza, studiare una possibile guerra nel cuore dell’Europa: “Non siamo in guerra, non viviamo però più in tempo di pace”. Il piano si concentra su un’operazione principale, pensata e descritta nei minimi dettagli: trasportare 800mila soldati verso est, in direzione della linea del fronte, nel caso in cui si fosse reso necessario uno scontro aperto con i militari di Mosca. Un progetto ambizioso, che richiede un approfondito studio delle infrastrutture, sia per il trasporto dei combattenti che per le successive catene di approvvigionamento. Così, nei documenti svelati dal quotidiano finanziario americano si trovano mappe di porti, fiumi, ferrovie e strade che potrebbero servire in questo grande esodo armato verso i confini russi. “Indipendentemente dal suo potenziale punto di inizio”, spiega Tim Stuchtey, direttore del Brandenburg Institute for Society and Security, considerando che le Alpi costituiscono una barriera naturale, in caso di scontro con la Russia le truppe Nato dovrebbero attraversare la Germania.









