Come una geisha con lo spirito di un samurai, Linda Marangoni incarna nel jujitsu l'arte sottile dell'equilibrio tra grazia e ferocia. Il suo sorriso, luminoso e amorevole, è solo il preludio a ciò che si cela dietro lo sguardo: una tempesta silenziosa pronta ad esplodere. Basta un kimono a sfiorarle la pelle e la metamorfosi è compiuta, la guerriera prende il posto della donna, trasformandola in una "bad girl" del tatami che vola con la leggerezza di una farfalla, ma colpisce con la precisione letale di un'ape regina.
A 26 anni Lindas, la "Tigre Bianca" è molto più di un'atleta: a Castelmassa è un'autentica istituzione sportiva. E non è solo per il suo ruolo di assessore allo Sport, che ricopre da giugno 2024 nella giunta del sindaco Federico Ragazzi, ma per ciò che rappresenta ogni giorno dentro e fuori l'ambito agonistico. Per tutti, è semplicemente "la Maestra". Un faro per generazioni di ragazzi che si avvicinano al jujitsu, attratti dalla sua passione viscerale e dalla disciplina che l'hanno portata a diventare cintura nera 3° dan, collezionando titoli nazionali e internazionali con costanza impressionante.
Dai tricolori del triennio 2017-2019 ai trionfi ottenuti oltre i confini nostrani nel suo anno d'oro 2023: Gelsenkirchen agli Open e Zagabria agli Europei l'hanno infatti consacrata sul podio, rendendola simbolo di eccellenza nel territorio altopolesano. L'ultimo titolo nazionale, conquistato in marzo a Napoli, ha arricchito la sua nutrita bacheca e la Fijlkam (la federazione) le ha aperto ancora una volta le porte della Nazionale italiana di jujitsu, convocandola per gli Europei di ottobre a Beveren (Belgio) e i Mondiali di novembre a Bangkok (Thailandia). Ma sarà solo il palcoscenico europeo a vederla in azione. «Purtroppo, per motivi personali, ho dovuto rinunciare alla rassegna iridata. In Belgio darò tutto per portare in alto il Tricolore e conquistare una medaglia».








