Voleva essere donna e arbitro.
I sogni della sua vita, per 26 anni in ombra, si sono realizzati tutti in una volta. Sapir Berman si illumina quando ricorda il momento in cui tutto quello per cui aveva lottato aveva dato i suoi frutti: 31 anni, l'israeliana quest'anno è diventata la prima donna transgender ad arbitrare una partita di calcio internazionale.
"Ho sempre desiderato essere una donna e ho sempre desiderato essere un arbitro di calcio - ha raccontato - E poi quei due sogni si sono fusi in uno, in un'esplosione di gioia". Quello che "sto facendo è giusto, sto scegliendo me stessa, sto mostrando al mondo che è possibile".
Berman ripercorre la sua storia, in cui naturalmente non è mancato il dolore. "Da quando avevo cinque anni volevo essere una donna, una ragazza. Ma quando ho iniziato a giocare a calcio, ho capito che il mio sogno di essere una donna e giocare a calcio non erano compatibili - spiega - Così ho deciso di nascondere chi ero e continuare a giocare a calcio. Mi sono nascosta per quasi 26 anni".
Cresciuta in una famiglia appassionata di calcio, ha giocato nel ruolo di difensore fino all'età di 15 anni. Poi, quando si è resa conto che non avrebbe avuto un futuro giocando a pallone, ha scelto la carriera da arbitro e si è fatta subito strada arrivando a dirigere partite della prima divisione maschile del suo Paese. Sempre celando il suo "segreto più intimo". La svolta è arrivata durante il lockdown per il Covid nel 2020.






