Secondo uno studio di McKinsey-Business of Fashion i marketplace come Amazon rappresentano già il primo canale di vendita online dei prodotti di bellezza, catturando un 28% delle vendite, il doppio della quota sia dei website delle aziende che dei retailer specializzati come Sephora, entrambi al 15%.
Sembrerebbe che in Occidente Amazon abbia già vinto la corsa digitale nel beauty, in particolare del segmento di lusso. Di fatto anche in Italia Amazon ne è già un player significativo e proprio da quest’anno è stato incluso nel panel del sell-out di settore, i cui risultati vengono religiosamente studiati dal management delle principali aziende.
L’interesse di Amazon per questa categoria risiede nella elevata ripetizione dell’atto di acquisto da parte del consumatore e nei margini superiori alla media delle altre categorie merceologiche.
Due domande si pongono all’orizzonte: la vittoria dei marketplace come Amazon sui siti dei brand di marca è una tendenza inarrestabile? E continuerà Amazon ad operare con una logica esclusivamente di prezzo ponendosi quindi in contrapposizione alla strategia di valorizzazione delle marche?
Forse la risposta la troviamo guardando un mercato lontano, ma molto più avanzato rispetto ai mercati online occidentali: la Cina.







