Negli ultimi quindici anni, l’Italia ha attraversato una profonda trasformazione nei modelli di acquisto, segnando un’evoluzione radicale delle esperienze di consumo. Ed è proprio 15 anni fa, il 23 novembre 2010, che Amazon ha aperto per la prima volta le sue vetrine virtuali in Italia accompagnando la grande rivoluzione dello shopping online. In questo periodo, infatti, ha intercettato i nuovi bisogni e il cambiamento in atto, trasformandosi da sito di e-commerce a sistema di servizi. In 15 anni si è passati da un retail come semplice luogo di acquisto a un universo fatto di emozioni, valori e legami, dove fare esperienze di consumo personalizzate on demand. Si legge nell’analisi “Dalla connessione alla personalizzazione: 15 anni di evoluzione della cultura di consumo italiana” presentata da Amazon e condotta in collaborazione con la professoressa Patrizia Martello, Università Naba di Milano e Iuav di Venezia, e AstraRicerche.

In così poco tempo, il consumo ha smesso di essere un atto economico ed è diventato una scelta culturale. Nel 2010 i negozi erano il regno dello shopping e l’e-commerce muoveva i primi passi in Italia trainato da settori come l’elettronica, l’editoria e i viaggi. Si comprava online per risparmiare o trovare ciò che mancava nel retail fisico, ancora centrale nel consumo quotidiano. Nella sua fase embrionale, l’esperienza multicanale del consumatore italiano era fatta di confronto prezzi, spedizioni lente, fiducia da conquistare. Comprare online significava fare acquisti pianificati e razionali, cercare la convenienza.