A 19 anni dalla nascita per legge e a 15 dal regolamento che l’ha istituita l’Anvur si prepara a cambiare pelle. E, in parte anche compiti. In virtù di un Dpr che è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri di ieri e che tornerà a Palazzo Chigi per il varo definitivo dopo l’ok delle commissioni parlamentari competenti. Un provvedimento in 15 articoli che riscrive in profondità la normativa del 2010 e che, ad esempio, inserisce le competenze degli studenti (da monitorare attraverso dei test sulla falsariga delle prove Invalsi per le scuole) e gli sbocchi occupazionali tra gli elementi valutativi della didattica nelle università come del resto già previsto dall’ultimo decreto sulla programmazione triennale 2024-26 firmato dalla ministra Anna Maria Bernini. Proprio Bernini, post-Cdm, ha sottolineato: «Premiamo la qualità e la responsabilità, rendiamo la valutazione più trasparente e accessibile, semplifichiamo procedure spesso troppo complesse e apriamo ancora di più il nostro sistema universitario e della ricerca al confronto internazionale».
Le nuove funzioni
Il restyling dell’agenzia Anvur è in effetti ampio. Il nuovo regolamento si sofferma innanzitutto sulle funzioni e stabilisce che anche gli enti di ricerca non vigilati dal Mur possono scegliere - volontariamente, ndr - di farsi valutare dall’Anvur (una lista che include, tra gli altri, Istat, Ispra, Iss, Enea, Inapp, Inail, Asi e Crea) che già valuta quelli vigilati dal ministero dell’Università. Al tempo stesso anche l’Alta formazione artistica e musicale (Afam) finisce in maniera più organica sotto la sua lente.







