In una piazza di Frattamaggiore, in Campania, si erge una statua dedicata alla “canapina”, una donna che sorregge un fascio di steli di canapa. È tutto ciò che resta di un distretto che per secoli ha prodotto canapa tessile, uno dei più vivaci in un’Italia che fino agli anni Cinquanta è stata fra i primi produttori europei, e di più alta qualità, di fibra tessile ricavata da questa tenace pianta sorella del lino, che cresce spontanea, non necessita di irrigazione e immagazzina tonnellate di CO2. L’avvento delle più economiche fibre sintetiche, il susseguirsi di leggi anti-stupefacenti che pur in modo indiretto la interessavano, decretarono la scomparsa di quell’antica filiera.

A 650 km di distanza, nelle campagne parmensi, otto anni fa dei giovani imprenditori decidevano che proprio dalla riscoperta della canapa in chiave contemporanea avrebbe preso forma la loro azienda: Opera Campi, questo il suo nome, propone oggi una collezione di camicie, polo, T-shirt, pantaloni e accessori, dove la canapa è protagonista, realizzati fra Emilia Romagna, Lombardia e Toscana in collaborazione con aziende tessili d’eccellenza e altrettanto eccellenti artigiani. E ricreando così una piccola ma efficiente filiera della canapa.