Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

12 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 10:42

Il consiglio dei ministri del luglio 2022, i documenti golpisti ritrovati dalla Polícia Federal e l’invasione del Congresso. Sono questi i tre passaggi decisivi che hanno convinto quattro giudici su cinque della Corte Suprema brasiliana (STF) a infliggere all’ex Presidente Jair Bolsonaro la storica condanna a 27 anni e tre mesi di carcere per il tentato colpo di Stato messo in atto dopo aver perso le elezioni del 2022. Una spallata alle istituzioni che i giudici della prima sezione dell’STF hanno ritenuto provata oltre ogni ragionevole dubbio.

Accolte quasi tutte le richieste della Procuradoria General da Republica, la quale aveva contestato a Bolsonaro e ai sette componenti del suo gotha i reati di associazione a delinquere, abolizione violenta dello Stato democratico di diritto e colpo di Stato. Le motivazioni della sentenza verranno depositate soltanto nelle prossime settimane, ma nel corso delle dichiarazioni di voto i giudici del STF si sono soffermati sui tre passaggi chiave che hanno determinato la condanna della cupola bolsonarista.