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Ogni volta che la polizia locale fa una verifica su una targa – per dare una multa oppure per un semplice controllo – i comuni devono pagare una somma alla motorizzazione civile, la struttura del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che gestisce informazioni e burocrazia su auto e patenti; 47 centesimi per ogni accesso alla banca dati della motorizzazione potrebbero sembrare poca cosa, ma se si moltiplicano per milioni di controlli fatti ogni anno si raggiungono in fretta decine di milioni di euro. Quasi tutti i comuni pagano per un automatismo, perché “si è sempre fatto così”, senza sapere che quella tassa è stata dichiarata più volte illegittima.

È complicato stimare quanto spendano in totale gli enti locali, comuni e province, ma le delibere pubblicate sui loro siti ufficiali aiutano a farsi un’idea. La convenzione costa per tutti 1.450 euro: pagano la stessa somma Roma, Milano e paesi da poche centinaia di abitanti. A questa spesa fissa vanno aggiunti i costi per ogni accesso, che tra l’altro dal 2024 al 2025 sono aumentati, passando da 44 a 47 centesimi.

I comuni autorizzano la spesa stimando quanti controlli faranno durante l’anno sulla base dell’andamento storico. Nel 2024 San Giuliano Terme, un comune di circa 30mila persone in provincia di Pisa, ha speso poco più di 10mila euro. A Porto Mantovano, in provincia di Mantova, quest’anno stimano di spenderne 2.300. Nelle grandi città il conto aumenta, e di molto: alla fine di agosto, per esempio, Milano ha accantonato un milione e 200mila euro per il 2026.