Multe stabili, ma diminuiscono i proventi da autovelox. Questa, in estrema sintesi, la fotografia sulle sanzioni amministrative in Italia nel 2025 scattata da Quattroruote e dal Codacons. Sul numero di maggio abbiamo scritto - analizzando gli incassi effettivi da violazioni stradali inseriti nella banca dati degli enti pubblici - che lo scorso anno i comuni e le unioni di comuni italiani hanno ricavato dalle violazioni stradali 1,98 miliardi di euro, lo 0,2% in più rispetto al 2024, e che i 107 comuni capoluogo hanno incassato 1,04 miliardi, esattamente come nel 2024.
L’effetto autovelox
Nell’articolo sottolineavamo come questa modesta crescita sia arrivata dopo anni di incrementi a doppia cifra, ipotizzando che la significativa battuta d’arresto fosse attribuibile al caos autovelox nel quale sono precipitati i controlli della velocità dopo la sentenza con cui la Corte di cassazione, nel 2024, ha stabilito che solo i dispositivi omologati - e nessuno, incredibilmente, ancora lo è - possono essere considerati fonti di prova delle violazioni.
Ricavi da velocità giù del 9%
Ieri il Codacons ha confermato l’ipotesi analizzando i dati sui proventi dalla velocità che i comuni sono tenuti a comunicare al ministero dell’Interno entro il 31 maggio di ogni anno: “nel 2025 le principali 20 città italiane (a eccezione di Napoli, che alla data del 31 maggio non aveva ancora presentato la documentazione) hanno incassato 56,5 milioni di euro grazie alle sanzioni elevate tramite strumenti di controllo elettronico della velocità, l’8,9% in meno (-5,5 milioni) rispetto agli incassi del 2024, che erano pari a 62,1 milioni di euro”.






