Gaza, in 400 tra vescovi e sacerdoti firmano la petizione "Preti contro il genocidio". Ma il Vaticano rifiuta questa definizione
Si tratta di una piattaforma partita dal mondo cattolico di base e che piano piano si è estesa con obiettivi ben precisi. Per esempio la sensibilizzazione nelle parrocchie di fronte alla tragedia umanitaria in corso
giovedì 11 settembre 2025 di Franca Giansoldati
Il Vaticano non lo ha mai chiamato genocidio e il cardinale Pietro Parolin spiega, citando il diritto internazionale, che quel che sta succedendo a Gaza – tecnicamente parlando – non si può definire tale anche se quattrocendo sacerdoti e vescovi stanno firmando un appello nazionale per il Parlamento il cui titolo è eloquente: «Preti contro il genocidio, rete di sacerdoti e vescovi».
Si tratta di una piattaforma partita dal mondo cattolico di base e che piano piano si è estesa con obiettivi ben precisi. Per esempio la sensibilizzazione nelle parrocchie di fronte alla tragedia umanitaria della «popolazione civile palestinese nella Striscia e negli altri Territori Palestinesi Occupati. Questa rete non nasce per fomentare odio o divisione, ma per dare voce unitaria alle tante iniziative personali che già esprimono denuncia e richiamo alla giustizia, nella fedeltà al Vangelo e alla Costituzione Italiana.Beati gli operatori di pace”».








