La fase quattro della Bologna Business School si è aperta ieri, alla vigilia delle celebrazioni del venticinquesimo anno di attività, l’età adulta, quella in cui si frequentano i master. L’assemblea dei soci di Bbs ha avviato il cambio della governance in continuità con la precedente. Max Bergami, professore di comportamento organizzativo a Bologna, fondatore e anima della Bbs, dean fin dalla nascita della scuola, diventa presidente esecutivo. A maggio prossimo, alla scadenza del suo mandato, lascerà il posto di dean a un manager scelto con una selezione internazionale. Bergami conserverà le deleghe strategiche, il nuovo dean avrà quelle operative. «Uno dei soci ha detto che schiereremo un attacco a due punte», dice Bergami con la consueta ironia, prima di lasciarsi andare ai ricordi. «Ricordo come fosse ora le prime selezioni dei master universitari», racconta Bergami. «Era il 12 settembre 2001, il giorno dopo l’attacco alle Torri Gemelle: si presentò la metà dei candidati perché il traffico aereo era in tilt e il mondo sotto shock». Una storia iniziata in salita e proseguita tra le curve di questi anni difficili. Dalla bolla della New Economy e poi Lehman fino al Covid e alla crisi energetica e del settore edile, «proprio mentre stavamo costruendo il nuovo campus. Da un certo punto di vista - riflette Bergami - sono state tutte opportunità perché ci hanno consentito di imparare a reagire all’incertezza, la principale caratteristica del nostro tempo».